IL RAFTING

Non si hanno notizie storiche particolari sul rafting, ma si sa per certo che fin dall’antichità l’uomo ha utilizzato zattere pneumatiche, composte da pelli di animali, cucite e gonfiate, per attraversare e scendere piccoli e grandi fiumi, sia per scopi commerciali, come il trasporto di mercanzie, sia per scopi bellici per il trasporto di truppe e armi. In forma diversa, quelle furono le prime discese in rafting, seppur non a scopo turistico.
Nel 1869, il maggiore John Wesley Powell veterano della guerra di secessione americana dove perse un braccio, guidò la prima missione esplorativa del Colorado a capo di 10 uomini distribuiti su 4 battelli. La spedizione durò 99 giorni. A causa di varie avversità, quali mancanza di viveri, gli abbozzi di mappe e i calcoli di Powell sbagliati, la spedizione conobbe momenti di tensione profonda che portarono all’ammutinamento di 3 uomini. Ironia della sorte fu che l’abbandono avvenne poco prima dell’ultima rapida, prima dell’arrivo all’uscita del Gran Canyon.
Nel 1871 Powell ripeté l’impresa riuscendo, stavolta, a fare una cartografia dettagliata del territorio. Nel 1960 ne fu tratto un film: “Ten who dared” per la regia di William Beaudine.
Per le discese turistiche occorre aspettare il secolo XX, intorno agli anni ’50, quando negli U.S.A. si praticarono le prime discese con dei turisti. In Europa arrivò intorno ai primi anni ’80. In Italia, nel 1984 un gruppo di canoisti sul fiume Sesia, incaricò un conduttore californiano di nome Brian Larky, ad istruirli sulle tecniche di conduzione di questo “nuovo” mezzo fluviale.
Nel nostro Paese, la concezione dell’uso di un gommone era soltanto marina o lacustre. Fu con alcuni gommoni, prototipi degli attuali, che si iniziò a provare a remi e a pagaia. Tutto era molto rudimentale e approssimativo, ma il tempo premiò il coraggio e la passione di questi pionieri italiani.
Nel 1985 infatti, si riescono ad organizzare le prime discese in accompagnamento. A questa data, solo la Francia aveva già impostato e regolamentato questa attività fluviale tramite il Ministero della Gioventù, dell’educazione popolare e dello Sport, definendo un percorso di formazione per Guide e Maestri con il conseguente raggiungimento di brevetti riconosciuti dallo Stato.

In Italia viene fondata il 15 dicembre 1987 a Milano, l’Associazione Italiana Rafting (A.I.Raf.), trasformata successivamente in Federazione Italiana Rafting (F.I.Raft.), con l’intento di organizzare e promuovere lo sport del rafting, creando un percorso formativo professionale per Guide e Maestri strutturato su più livelli.
Oggi, grazie alla Federazione Italiana Rafting e alla costante formazione di Maestri, Guide e Allenatori, questo sport può essere praticato sia in forma turistico-amatoriale, che in forma agonistica-professionale.

CLASSIFICAZIONE DEI FIUMI
I fiumi si differenziano per grado (o classe) di difficoltà, definito da una scala internazionale che varia secondo il volume e tecnicità dei passaggi. Vanno dal I grado (molto facile) fino al VI grado (estremamente difficile) il quale prevede rapide molto difficili e pericolose.
I tratti dei fiumi Tevere e Aniene che noi navighiamo sono classificati come 1° grado, con passaggi di 2° grado. Ciò rende accessibile l’attività a bambini, dilettanti, e a persone senza esperienza.